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25/05/2008
FELIX A. MORLION, UNA VITA PER L'APOSTOLATO DELL'OPINIONE PUBBLICA

Felix Morlion era un padre domenicano-belga. Morlion fu uno studioso della pubblica opinione tra i maggiori al mondo e tra le altre cose era anche una persona carismatica.

La sua opera intellettuale fu vasta e complessa ma per tutta una serie di avvenimenti storici quello che è rimasto è abbastanza poco. Creò dal nulla la Università Pro Deo, ora Luiss, e diffuse i cinematografi parrocchiali in tutta Italia. Scrisse libri importanti e soprattutto formò una intera generazione di manager, scrittori e giornalisti. Molti di loro, poi, ricoprirono ruoli apicali nelle aziende e nei mass media. Il tutto aveva una funzione politica per contrastare l'avanzata del comunismo in Italia. Proprio per questo ad un certo punto padre Morlion venne messo in disparte perché si venne a sapere che l'università fu costruita anche con i soldi della Cia. Quanto di vero ci fosse, nessuno lo saprà mai con precisione, ma ciò non toglie che dal punto di vista accademico la sua opera fu davvero importante. Oggi le notizie su di lui sono alquanto scarse, ma la giornalista Paola di Giulio ha raccolto molto materiale e proprio per questo le chiediamo di Morlion.

Paola, chi era davvero padre Morlion?

«Un grande Padre. Fondatore dell’Università Pro Deo, attuale LUISS. Da anni sono alla ricerca di materiale per realizzare una biografia. Un po’ per capire il personaggio, ma soprattutto per capire e diffondere la sua opera. Ma ci sono molte, troppe resistenze…»

Che cosa ha lasciato ai posteri?

«In teoria moltissimo, in realtà poco! Tutto il suo archivio è sparito nella notte dei tempi. Dispense, libri, idee, riviste, giornali…. Ricordiamoci che lui oltre ad essere l’ideatore ed il fondatore della Pro Deo, ha sempre avuto il pallino della “stampa”. Aveva creato i famosi Centri di Informazione sparsi in tutto il mondo. Parliamo del 1940 e la sua idea era quella di illustrare e diffondere nell'opinione pubblica, specialmente tra gli intellettuali, la concezione cristiana nel mondo, mediante una serie sistematica di servizi: agenzie e servizi quotidiani di informazione, documentari, radio, discussioni private e pubbliche (detti Forum) circa argomenti di attualità. Un uomo decisamente all'avanguardia. Altro che internet!»


Che libri ha scritto?

«Vuole un elenco? Lo avrà con la biografia.»

Il suo materiale è ora introvabile, perché?

«A livello universitario, dopo diversi passaggi di sede come Pro Deo, il suo archivio risulta “rimosso”. Le persone che ci sono oggi non sanno dove sia finito. O peggio, se mai sia esistito. Ovviamente non sono interessate a parlare del fondatore della Pro Deo. La Luiss ha anche realizzato una pubblicazione che racconta la storia partendo dall’ingresso della stessa nella Pro Deo e “tralasciando” il passato! Forse lo hanno voluto cancellare. E dire che all’interno della stessa ci sono molti elementi che ricordano invece l’opera di Morlion.»

L'università fu davvero costruita con i soldi della Cia?

«Questo è un fatto tutto da appurare. Anche se non lo escludo perché Morlion aveva le sue idee e sicuramente non gli importava dei soldi, ma dello scopo. Ovvero l’Opinione pubblica. E’ riduttivo scrivere che ha preso i soldi della CIA. Chi lo scrive però prima o poi ci dirà da dove ha acquisito l’informazione. Pensi che in una intervista, un politico che si occupò molto di lui mi disse che “Morlion era entrato nel quadro della Chiesa che in quegli anni cercava di creare l’argine dell’anticomunismo .... Ci sono alcuni prelati che si espongono proprio in prima persona...”, mi disse e... “Padre Morlion era l’agente segreto di Dio”.»


Perché Morlion viene considerato un vero scienziato della pubblica opinione?

«In effetti lui è stato un innovatore a livello di comunicazione. Aveva idee concrete in merito. Molte dispense parlano di questo. Credeva nel giornalismo e nell’opinione pubblica. Il suo scopo in quel momento era di non far arrivare il comunismo. Ma oltre questo c’era molto altro.»


È vero che era un personaggio ambiguo?

«Lui era un Personaggio e basta. Aveva grandi ambizioni e voleva realizzarle tutte. Parlava con i Capi di Stato, organizzava convegni su temi quali la Pace nel mondo, la cultura, lo spettacolo. Andava e trovava i soldi per realizzare le sue idee. Ma ad un certo punto, credo qualcuno abbia “venduto” lui.»

È vero che il suo numero di telefono fu trovato in un covo di brigatisti nel periodo del sequestro dell’Onorevole Aldo Moro, precisamente a casa del brigatista Valerio Morucci?

«In effetti in un appunto ritrovato nel covo c’era l’indirizzo dell’Università Pro Deo. Niente di più. C'erano molti altri numeri di personaggi importanti e di varie istituzioni. Una volta mi sono presa la briga di chiedere direttamente a Valerio Morucci, il quale però non ricordava il nome di Morlion, ne tanto meno la Pro Deo.»


Lei ha intervistato molte persone per cercare di fare chiarezza sul suo passato. Che conclusione ne ha tratto?

«Le tante persone che lo hanno conosciuto e che mi hanno concesso una intervista hanno confermato la grandezza della persona. Tutti, o quasi, lo ricordano con affetto. Quando parlano di lui sorridono nel raccontare aneddoti e circostanze. Non parlo solo dei suoi docenti ma anche della gente comune, dal panettiere, al barbiere, dall’elettricista al portiere. Tutti sono concordi nel ricordare la generosità infinita e i grandi progetti. Aveva uno charme particolare. E tanti vizi. Secondo alcuni. Era brillante ed affascinante. Sicuro di se, alto ed orgoglioso. Fumava il sigaro, aveva tanti amici, tanti libri ed ottime bottiglie di wisky. Era una persona buona. Ma sempre senza soldi. Lui li cercava e li investiva sempre e solo nelle sue idee.»
Perché tante persone sono restie a parlare di Morlion?

«In questi anni ogni volta che si parla di lui viene associato a diversi eventi importanti che riguardano la nostra storia politica. Dall’attentato al Papa al caso dell’omicidio di Aldo Moro. Dal coinvolgimento della CIA all’appartenenza dello stesso al processo anticomunista. Da una parte fa paura, dall’altra la paura è di trovare documenti che rivelino altre questioni. La stessa Chiesa credo abbia difficoltà a fare chiarezza. Probabilmente ne ha combinate delle belle! I preti poi, si sa, difficilmente dimenticano


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