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25/01/2008
PASCA PIREDDA E L'OPINIONE PUBBLICA

La dottoressa Pasca Piredda ha gentilmente rilasciato la seguente intervista a Francesco Bergamo, direttore responsabile dell’Agenzia Informatore Economico-Sociale.

Pasca Piredda è nata a Nuoro. Ha due lauree, Scienze Coloniali e Scienze Politiche, prese durante il Ventennio. Il P.N.F. -Partito Nazionale Fascista- la premia come l'autrice del miglior scritto sul Fascismo. Questo le permetterà di iniziare a tenere conferenze e di conoscere Fernando Mezzasoma, futuro ministro della R.S.I. Con la Repubblica di Salò Pasca Piredda fu addetta stampa e propaganda della Xmas e strettissima collaboratrice di Junio Valerio Borghese e segretaria del ministro Mezzasoma. È stata la prima donna italiana ad essere nominata Tenente di Vascello della Xmas. Oggi, vive a Roma. Ha scritto un libro (L'Ufficio stampa e Propaganda della X Flottiglia MAS) e un secondo è in attesa di pubblicazione.

Dottoressa, lo scopo di questa intervista è quello di dare agli studiosi della pubblica opinione la possibilità di studiare la materia da una diversa visuale. Le farò cinque domande.


Dottoressa, nel corso della sua vita privata e professionale si è mai posta la domanda da che cosa sia regolata l’opinione pubblica?

«E’ una domanda difficile, perché l'opinione pubblica è essenziale per il nostro lavoro di giornalisti, però nel periodo della RSI avevamo molti nemici, allora abbiamo adottato un carattere un po' rivoluzionario non importandocene dell'opinione pubblica. E andavamo avanti nel nostro programma. Il nostro programma era di far conoscere agli italiani il vero scopo sul perché c'è stata la guerra, il perché l'abbiamo persa. Inoltre, avremmo potuta vincerla se molti episodi che sono successi fossero stati evitati soprattutto dallo Stato Maggiore.»


Quando, per la prima volta, ha preso coscienza dell’esistenza della pubblica opinione?

«È una domanda alla quale mi è difficile rispondere. Perché mentre io scrivevo nei giornali e anche pubblicavo degli opuscoli, il mio scopo era teso a portare l'opinione pubblica sul mio pensiero e a raccogliere il mio ideale e cercavo di esprimermi nel modo migliore e più semplice, affinché tutto fosse accessibile sia all'intellettuale sia al non intellettuale.»

Dottoressa, il suo approccio al tema in questione è frutto di un percorso di studio o è dettato dall’istinto e dall’esperienza personale?

«Premetto che io fin da giovane ho frequentato la famosa scuola del Partito, che si teneva nel grande convento di san Gregorio al Celio, questa scuola del Partito io l'ho frequentata per due anni, con bravissimi insegnati come Carosi Martinozzi e tanti altri, che ci insegnavano come poter prendere contatto con il pubblico esprimendo le nostre idee e il nostro pensiero.»

Come e che sistemi usa per rilevare la pubblica opinione?

«Quando io faccio delle conferenze. Guardando il pubblico mi rendo subito conto se i miei argomenti sono accettabili o non sono accettabili. Però, normalmente, riesco a convincere che sono accettabili.»


Il suo metodo personale per creare una opinione pubblica a lei positiva: in che cosa consiste e con quali strumenti?

«Io cerco di inserire nell'argomento sempre qualche motivo un po' lieto, allegro e che faccia anche ridere. La risata fa assorbire un po' di più il contenuto.»

Dottoressa, grazie.

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