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14/06/2013
ROBERTO FIORE E L'OPINIONE PUBBLICA

L'Onorevole Roberto Fiore ha gentilmente rilasciato un'intervista a Francesco Bergamo, direttore responsabile dell'Agenzia Informatore Economico-Sociale.

Roberto Fiore, classe 1959. Cattolico, sposato e padre di 11 figli. In politica dal '73 come esponente di spicco della gioventù romana di destra (il padre militava nel MSI). Il movimento si pose come unico concreto baluardo -come da lui dichiarato- contro la spallata di piazza di matrice comunista. Le vicende dell'epoca lo portarono ad essere accusato di reati d’opinione e politici, tanto da espatriare in Inghilterra come perseguitato politico. (Verrà appurata dopo anni la sua estraneità ai fatti di Bologna diventando così parte lesa nel processo). In Inghilterra si dimostra imprenditore di successo nel campo della ricezione turistica, della ristorazione e musicale. Da queste iniziative crea una rete di supporto alle attività del partito Forza Nuova. E' stato membro del Parlamento Europeo fino al 2009.

Onorevole, lo scopo di questa intervista è quello di dare agli studiosi della pubblica opinione la possibilità di studiare la materia da una diversa visuale. Le farò otto domande.

Nel corso della sua vita privata e professionale si è mai posto la domanda da cosa sia regolata l'opinione pubblica?
«Sì certo. Ho dovuto pormi questa domanda all' età di 15 anni quando cercando di diffondere le nostre idee politiche attraverso giornalismo e piccole pubblicazioni; ci siamo subito trovati di fronte al grande consorzio che regola l'informazione e forma le coscienze come ad uno dei principali nemici da combattere per diffondere le nostre idee politiche.»

Quando, per la prima volta, ha preso coscienza dell'esistenza dell'opinione pubblica?

«Ho preso coscienza dell'opinione pubblica quando da ragazzino seguendo mio padre nella sua attività politica, con il MSI, ho riscontrato quanto fosse importante il potere indiretto di quest'ultima, guidata e soprattutto plagiata dai mezzi di comunicazione di massa gestiti dai grandi poteri economici e politici».

Il suo approccio al tema in questione è frutto di studio oppure è dettato dall'istinto e dall'esperienza personale?
«È soprattutto frutto dell'esperienza personale, che ho maturato direttamente attraverso la mia attività politica ma anche in modo riflesso attraverso l'esperienza di altre persone in merito».

Che metodi usa per rilevare la pubblica opinione.

«Parlo con le persone per avere un riscontro diretto, e leggo quotidianamente i giornali».

Il suo metodo personale per creare un'opinione pubblica a lei favorevole: in cosa consiste e di quali strumenti si avvale.
«La stampa e i media in generale, spesso non mettono a disposizione del nostro movimento politico gli spazi adeguati. È per questo che siamo obbligati ad agire con metodi alternativi ai media main stream per farci conoscere e per presentare ai cittadini le nostre idee.
Internet è uno strumento che ci coadiuva particolarmente in questo lavoro: il movimento e il sottoscritto dispongono di profili Facebook e Twitter, che hanno una buona diffusione, ma anche di un sito internet nazionale continuamente aggiornato, nonchè di alcuni blog e
siti internet per il livello locale e regionale, web radio e web tv. Molto importanti per noi al fine di acquisire rilevanza sui media nazionali sono le azioni dimostrative, con le quali in maniera
pacifica e legale, cerchiamo di richiamare l' attenzione dei mezzi di comunicazione attraverso azioni di rilevanza mediatica che riprendono il dibattito sull'attualità politica nazionale. Forza Nuova è inoltre costantemente impegnata nell' organizzazione di manifestazioni e azioni di supporto sociale ai cittadini, durante i quali avviene la distribuzione di materiale informativo che rimanda ai siti internet e alle idee politiche del movimento. Inoltre io stesso provvedo ogni
giorno a far pervenire quotidianamente ai principali quotidiani e telegiornali, nazionali e locali, le mie dichiarazioni e le mie prese di posizione sui principali temi del dibattito politico e sulle
principali questioni economiche politiche e sociali del Paese».

Trova differenza tra la formazione dell'opinione pubblica in Italia e all'estero?
«In linea generale no. Infatti sia in Italia che all'estero esistono degli "agenda setting" dettati da agenzie di stampa, quotidiani, emittenti televisive ed opinion makers che decidono
quando, come e di chi si deve parlare. E i più influenti tra questi sono ancora quelli che si trovano in America e nel Regno Unito».

Influenza di più il giornale, la televisione, la radio, internet o le relazioni e le amicizie con il passaparola?

«Secondo i più recenti sondaggi sicuramente è ancora la televisione il principale mezzo di comunicazione ad influenzare i cittadini nella formazione della pubblica opinione. Senz'altro
internet è in forte crescita, ma a livello nazionale e internazionale sono ancora pochi, in proporzione, gli utenti che hanno accesso a questa risorsa e che utilizzano questo strumento per l'informazione e per la formazione della propria opinione politica».

Nei Paesi democratrici il governo influenza l'opinione pubblica?
«Diciamo di no. Sicuramente esistono delle eccezioni, come quella italiana, in cui Berlusconi, a capo del Governo Italiano, aveva ed ha una forte influenza sui mezzi di comunicazione. In linea generale però ritengo che il controllo non sia più dei governi ma dei poteri forti dell'economia e della filosofia antinaturale e antinazionale in generale che a loro volta controllano il governo. L'imposizione di certi modelli politici economici e sociali sono da imputare proprio a queste élite transnazionali che dettano oggi le linee guida. Non dico
che i governi hanno perso ogni potere di fronte a questi poteri, ma quasi: sicuramente in un probabile scontro tra un qualsiasi governo democratico e questi ultimi poteri e lobby avrebbero la meglio questi ultimi».

Onorevole, grazie.

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