Anno 52 N138
Venezia, 3 settembre 2014
logo image
03/09/2014
GEOPOLITICA

 

di Giulio d'Orazio*
 
I fatti: L'Ucraina (in passato il granaio dell'Urss) fin dal secolo scorso ha fatto parte della Russia con suoi eminenti uomini nel governo sia dell'Urss che, poi, della Federazione. Ora ha rivendicato la sua autonomia e il passaggio nell'orbita dell'Europa occidentale ma non tutta la popolazione è d'accordo, la Crimea con il porto di Sebastopoli (da sempre sede della flotta russa) ha confermato la sua sudditanza a Mosca mentre la regione orientale dell'Ucraina è scesa in armi (sorretta dal governo di Vladimir Putin) contro i fratelli ucraini per difendere la sua volontà di rimanere nell'alveo moscovita ma anche qui non tutta la popolazione è d'accordo.
L'opinione: Ad un occhio imparziale i fatti potrebbero sembrare questioni interne ad una stessa etnia ma l'Europa e gli Usa sono intervenuti con ammonimenti e sanzioni contro la Russia. C'è qualcosa d'altro oltre al gasdotto che rifornisce molti paesi europei? L'interesse della geopolitica militare americana: nonostante che Usa e Russia non siano più come ai tempi della guerra fredda i due paesi consolidano le loro strategie militari. Il mar Nero separa la Turchia dalla Crimea, una con le basi militari americane e l'altra con le basi russe, l'Ucraina staccata dalla Russia significherebbe un accerchiamento militare delle postazioni russe ed una base di partenza per raggiungere Mosca e questo Putin non se lo può permettere. *Decano dei demodoxaloghi