Anno 52 N95
Venezia, 3 giugno 2014
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03/06/2014
NESSUNO SPOT ELETTORALE MA SCADENZE DI LEGGE FISSATE DAL SUO GOVERNO

 

“Ma quale spot elettorale! Ma quale ballottaggio! La stizzita reazione del sindaco Orsoni al ricorso della Regione Veneto contro la legge Delrio e l’assurdità della Città Metropolitana puzza tanto di lesa maestà. E stupisce per un duplice ordine di motivi”.

E' la replica del presidente del Veneto, Luca Zaia, alla presa di posizione del sindaco di Venezia, Orsoni.

“Il primo motivo è che siamo ancora in un paese libero dove il diritto di ricorrere contro un provvedimento ritenuto incostituzionale mi pare continui a essere garantito e dove le leggi non prevedono, per l’appunto, il reato di lesa maestà - riprende Zaia -. Il secondo motivo è che Orsoni è avvocato di indiscussa fama e dovrebbe sapere che qui non si fanno spot elettorali ma esistono precisi termini temporali entro cui presentare i ricorsi. E il ricorso contro questa legge assurda scade venerdì”.

“Il vero riformismo che noi vogliamo - conclude Zaia - prevede di attuare riforme razionali e non contro la Costituzione. Stiamo ancora pagando i danni dei provvedimenti del governo Monti su Province e Città metropolitane che la Consulta ha dichiarato incostituzionali. Il governo mostra dunque di non aver ancora fatto tesoro della dura lezione impartita dai giudici costituzionali. Parecchi costituzionalisti, peraltro, durante le audizioni alle Camere avevano evidenziato con forza gli innumerevoli difetti della legge Delrio”.Fonte: Ufficio Stampa Giunta Regione Veneto