Anno 52 N92
Venezia, 28 maggio 2014
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28/05/2014
SAGGEZZA ITALICA

 di Giulio d'Orazio*

La festa è finita, le gerontocrazie sono state sconfitte: è ora di iniziare una bella ramazzata! Neppure i più ottimisti si aspettavano una vittoria di Matteo Renzi così eclatante mentre qualcuno, noi compresi, dallo scorso venerdì avevano detto che Beppe Grillo sembrava soprastimato, come se i mass-media avessero voluto spaventare gli elettori per indurli a votare contro. Tutto sommato è stato un risultato ottimale per le sorti del nostro traballante Paese.

- Renzi potrà andare in Europa con la sicurezza di essere stato legittimato dagli elettori, cosa che solo Angela Merkel può dire altrettanto,
- la valanga di voti sul Pd inchioderà il partito all'attuazione delle riforme promesse da Renzi pena il tracollo alle prossime elezioni politiche,
- nonostante le previsioni di Silvio Berlusconi e pochi altri non si andrà alle urne il prossimo anno ma alla scadenza naturale, consentendo l'attuazione dei programmi di governo con tutta ponderazione,
- Grillo è stato battuto ma ha in parlamento una discreta pattuglia in grado di pungolare il governo nel fare presto e bene le riforme necessarie,
 - gli alleati di governo saranno costretti ad essere collaborativi riducendo le pretese di grandezza fin qui troppo vantate.
E' stata una vittoria di fiducia e scommessa sul futuro, relegando in un angolo i vecchi maneggioni della politica. Sta ora a Renzi non disperdere il patrimonio di voti che ha accumulato.
C'è però da dire che la compagine dei ministri è troppo giovane e, salvo pochi casi, inesperta di pubblica amministrazione composta - ai vertici - da personaggi di diverse ideologie politiche ma che si riconoscono in obbedienza come fratelli nei momenti in cui sono toccati gli interessi di coloro che rappresentano sin dal dopoguerra. *Decano dei demodoxaloghi