Anno 52 N89
Venezia, 23 maggio 2014
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23/05/2014
E' VERA E PROPRIA DITTATURA

Non siamo in grado di giudicare gli altri paesi ma noi viviamo in un periodo di vera e propria dittatura. 

Partiamo da due premesse: è inimaginabile nei paesi occidentali il ritorno ad una dittatura sorretta da miliziani, censure, incarcerazioni, adunate e plateali manifestazioni di autoincensamento. Dobbiamo però ammettere che è nella natura umana la presenza di prepotenti, visionari e dominanti. 

Nell'epoca del post-industriale la cultura dittatoriale si adegua ai tempi e non è da tutti percepita, così come non lo fu ai tempi delle dittature di Benito Mussolini, Adolf Hitler, Josip Stalin e altri. Infatti moltissimi furono i sudditi delle dittature che non le percepirono come tali o che addirittura le esaltarono come necessità storica o male minore. Il ricorso alle armi o alle adunate popolari per occupare il potere non fa più parte della prassi della civiltà industriale occidentale, le armi sono state sostituite dal condizionamento del denaro con le sue cicliche oscillazioni in borsa e sul potere d'acquisto. Oggi la dittatura è soft, ci siamo dentro ma non ce ne accorgiamo:
- il governo della nazione si forma o decade in seguito a decisioni esterne al parlamento,
- il popolo non sceglie più i suoi rappresentanti ma vota i nomi indicati dai vertici dei partiti,
- con il quorum elettorale si inibisce l'ingresso in parlamento alle formazioni politiche minori,
- le decisioni sono prese dai due o tre leader dominanti con l'appoggio di un paio di capitalisti,
- i partiti a livello nazionale e locale sono appannaggio di una classe dominante che si coopta,
- le aziende pubbliche sono amministrate da politici o traffichini nominati dalla politica,
- a livello locale proliferano gli enti inutili o doppioni esistenti solo per creare consenso,
- la radiotelevisione pubblica è al servizio dei partiti dominanti tramite i loro giornalisti e dirigenti,
- le televisioni private nazionali e molte locali hanno come riferimento i soliti personaggi politici,
- i giornali più diffusi sono di proprietà di un paio di banche e industriali,
- l'opposizione al governo è guidata da populisti senza visioni istituzionali ma vocazione dittatoriale.
Nel '900 la visione del mondo si è allargata, oggi viviamo in una società interconnessa tra paesi e continenti ove gli imperatori sono Barak Obama e Angela Merkel con un contorno minore di vassalli e valvassori sparsi nel mondo. Il dittatore non è più unico ma spartisce il potere con l'altro accordandosi di volta in volta sul bottino da depredare o nel delimitare le sfere d'influenza. Dato che a livello mondiale i nuovi dittatori sono un paio e che l'Italia rientra nel sistema vigente noi abbiamo una pseudo democrazia o regime forte sorretto da apparati burocratici che appoggiano di volta in volta il valvassore vincitore di turno.
Ma questa non è democrazia, cioè governo basato sulle decisioni prese dalla maggioranza del popolo dopo aver ascoltato tutti.