Anno 51 N191
Venezia, 6 dicembre 2013
logo image
06/12/2013
DIECI MILIONI

Tutti gli istituti che effettuano sondaggi sull'opinione pubblica sono concordi nel valutare intorno a dieci milioni di italiani (1/3 degli elettori) coloro che si ritengono - chi più e chi meno - insoddisfatti:

- per la qualità della vita,
- per l'operato del governo,
- il peso del Quirinale,
- l'adesione all'Unione europea,
- la crisi economica,
- le presunte ingiustizie fiscali, giudiziarie e sociali. 
Dieci milioni di italiani che nella chiamata al voto nel 2014 potrebbero spostare il peso del responso elettorale da una parte o dall'altra, decidendo sulle sorti del Paese.
Dieci milioni di elettori perlopiu con un basso titolo di studio e di reddito.
Dieci milioni di elettori emotivamente insoddisfatti disposti a seguire coloro che più urleranno contro le istituzioni e gli altri partiti promettendo impossibili paradisi in terra con programmi economici o sociali che non potranno mai essere realizzati, quindi dieci milioni di voti che premieranno la demagogia e il populismo.
Dieci milioni di voti che nei comuni si riverseranno specialmente su formazioni politiche nuove e candidati locali conosciuti come eterni protestari e fomentatori di opposizioni di piazza mentre a livello europeo i voti si concentreranno sui  due o tre movimenti politici più consistenti.
Se il governo di Enrico Letta e Angelino Alfano non riusciranno a sbloccare (attraverso misure sociali consistenti e l'avvio di vere riforme dello Stato) il malumore generalizzato faranno la fine di Mario Monti e Pier Luigi Bersani in quanto la piazza si attende miracoli e non vuol sentir parlare di sacrifici, sin dai tempi di Gustave Le Bon (autore di Psicologia delle folle).