Anno 51 N189
Venezia, 4 dicembre 2013
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04/12/2013
TURISMO EST EUROPEO E ALTO ADRIATICO

Pubblicati sul sito dell’APT (Azienda di promozione turistica) della Provincia di Venezia, all’indirizzo www.turismovenezia.it, nella sezione “Foto e Statistiche”, i dati della movimentazione turistica in Provincia di Venezia relativi ai paesi dell’est Europa nel periodo gennaio-settembre 2013.

 Una significativa crescita quella rappresentata dai turisti est europei, che complessivamente registra 487.061 turisti e 2.230.669 presenze nel periodo esaminato, con un incremento rispetto all’anno precedente del 3,48% degli arrivi e 5,35% delle presenze.

Tra i paesi dell’est, il primo per presenze turistiche è la Repubblica Ceca (con 732.948 presenze, stabile rispetto all’anno precedente), seguito dalla Russia che incrementa le presenze del 14,45% rispetto all’anno precedente con oltre mezzo milione di turisti (555.371), collocandosi così come la prima nazione dei Paesi dell’Est per numero di turisti arrivati (150.675 registrando + 6,97%).

I turisti russi scelgono principalmente Venezia (96.499 arrivi e 209.744 presenze ) e Jesolo (46.686 arrivi e 282.585 presenze), prediligendo gli hotel di categoria elevata, confermando la loro attrazione al lusso, alla moda e allo shopping di alta qualità.

Di seguito, l’incidenza delle nazioni dell’Est Europa sui sistemi turistici locali (S.T.L.) della provincia di Venezia.

A Venezia sono in aumento: Russia (primo paese dell’est dell’STL di Venezia), Romania,

Ucraina, Ungheria;  in calo: Repubblica Ceca.

A Jesolo ed Eraclea in aumento: Russia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Ucraina;  in calo: Repubblica Ceca (secondo paese dell’Est per l’STL di Jesolo Eraclea);

A Caorle in aumento Repubblica Ceca (solo gli arrivi, in calo le presenze), Ungheria, Slovacchia, Russia, Romania, Slovenia;

A Cavallino Treporti in aumento: Repubblica Ceca (primo paese dell’est con 48.253 presenze), Russia, Slovacchia, Lituania;  in calo: Ungheria (primo paese dell’est per arrivi);

A Chioggia in aumento Ungheria (primo paese dell’est) e Romania (in calo per le

presenze); in calo Repubblica Ceca (secondo paese dell’est);

A Bibione in aumento: Ungheria (secondo paese); in calo: Repubblica Ceca (primo paese) per gli arrivi e stabili le presenze, Slovacchia, Russia, Romania.

 Il presidente dell’Apt  Enrico Miotto ha commentato:«Queste cifre confermano che i turisti stranieri sono i principali visitatori dei territori veneziani e rappresentano  complessivamente il 75,5% degli arrivi turistici e il 71,4% delle presenze (notti trascorse) che sono aumentate rispetto all’anno scorso rispettivamente del 1,74% e del 1,26%. Il primo Paese straniero sia per arrivi che per presenze rimane comunque la Germania (con oltre un milione di arrivi e oltre 7,5 milioni di presenze) seguito dall’Austria (con quasi mezzo milione di arrivi e quasi 2,4 milioni di presenze)».

L’assessore provinciale al Turismo Giorgia Andreuzza ha concluso: «La fetta consistente della movimentazione turistica annua è oramai praticamente definita; la provincia di Venezia ha registrato una complessiva stabilità di arrivi e presenze: gli arrivi sono stati 7.152.026 (+0,03% di turisti) e le presenze 31.373.339 (-0,76% notti trascorse).

E i dati dimostrano che in questo momento, particolarmente difficile per l'economia del nostro paese, il turismo rimane il settore su cui, in maniera coraggiosa, bisogna investire di più, visto abbiamo un territorio fortemente attrattivo. Sono numeri rilevanti, che riguardano incrementi sul turismo straniero. Sicuramente vanno fatte scelte strategiche capaci di promuovere l’intera provincia che si connota per essere l’area dell'alto Adriatico con il forte polo attrattore che continua ad essere Venezia. Lavorare per soddisfare e incrementare ulteriormente il turismo straniero significa fare un importante lavoro di formazione per accogliere culture diverse, promuovere  destinazioni di particolare interesse, porre una particolare attenzione ai servizi e alle infrastrutture per rendere più facile l'accessibilità.

Purtroppo subiamo una forte penalizzazione dal punto di vista fiscale e impositivo che non facilita la competitività delle nostre imprese del turismo consapevoli che, per essere sul mercato con prodotti accattivanti, devono fare continui investimenti.

Pur tenendo monitorata la situazione del nostro turismo nazionale che rimane comunque prezioso, anche la Provincia sta dando il suo contributo per migliorare l'offerta per adeguarla ed organizzarla in funzione dei nuovi movimenti turistici».