Anno 51 N179
Venezia, 30 ottobre 2013
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30/10/2013
REMOTIZZAZIONE E ROBOTIZZAZIONE DELLE FFAA

Ieri mattina, a Roma, presso l’ aula “Beniamino Andreatta” di Palazzo Salviati,  del Centro Alti Studi della Difesa, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli è intervenuto al convegno nazionale “Remotizzazione e robotizzazione nelle Forze Armate”, organizzato dal Centro Studi Difesa e Sicurezza con il patrocinio di Finmeccanica S.p.A..

Il Convegno ha fornito ai partecipanti preziose informazioni sull’attuale livello di presenza di sistemi robottizati e remotizzati presso le Forze Armate italiane e sulle prospettive, a breve medio termine, di inserimento di nuovi sistemi.

L’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa ha evidenziato come “le nuove tecnologie, applicate alla gestione remota o autonoma di sistemi complessi, permettono di ridurre l’esigenza di personale, ma anche di ridurre il rischio fisico per l’uomo in numerosi contesti, non necessariamente militari. Aspetto questo non affatto secondario se si pensa al crescente impatto sull’opinione pubblica, sempre meno disposta e capace di sopportare perdite umane anche per le missioni più nobili e condivise dalla comunità internazionale”.

L’Ammiraglio Binelli, dopo aver illustrato pregi e criticità della robotizzazione e della remotizzazione ha affrontato il tema della realizzazione del giusto compromesso tra capacità tradizionali e di alta tecnologia. “ Esistono – ha spiegato – situazioni operative nelle quali fa premio la presenza sul campo dell’uomo, cioè di un’intelligenza e di una volontà mediate da un complesso di fattori che spaziano dal bagaglio culturale, alla sensibilità, al buon senso e anche ai sentimenti di umanità, peculiari dell’intelligenza naturale e che non potranno mai essere riprodotti artificialmente. Il “soldato consapevole” di cui si parla in ambito NATO, è un valore irrinunciabile che nessuna macchina e nessun sistema remoto potrà mai sostituire. L’uomo – ha concluso l’’Ammiraglio – rimane l’elemento centrale, con la sua sensibilità e il suo intuito “fuori dagli schemi”, di ogni operazione militare!

Durante il convegno, quasi a rimarcare l’importanza e l’attualità degli argomenti trattati, è giunta la notizia di un’imbarcazione in navigazione al largo della Libia diretta verso nord, intercettata da un Predator dell’Aeronautica Militare nell’ambito della prima missione operativa di tali velivoli nell’OPERAZIONE MARE NOSTRUM. Le immagini trasmesse dal Predator hanno reso possibile verificare la presenza di migranti a bordo dell’imbarcazione verso la quale sta dirigendo per le operazioni di soccorso la Fregata “Maestrale” della Marina Militare italiana.