Anno 51 N168
Venezia, 15 ottobre 2013
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15/10/2013
LE CINQUE LEGATURE BIZANTINE

Le cinque legature bizantine marciane esposte dal 15 al 20 ottobre

nelle Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

In occasione delle Giornate internazionali di studio "La Stauroteca di Bessarione" - che si svolgeranno nei giorni 17-18 ottobre 2013, organizzate dalle Gallerie dell'Accademia, Istituto Ellenico, Istituto Veneto, in collaborazione con il Centro Tedesco di Studi Veneziani, informazioni: http://www.gallerieaccademia.it/la-stauroteca-di-bessarione-giornate-internazionali-di-studio-17-18-ottobre-2013 - nelle Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana dal 15 al 20 ottobre saranno esposte le cinque legature di oreficeria bizantina, un tempo appartenenti al Tesoro di San Marco. Ingresso dal Museo Correr, biglietto unico integrato dei Musei di Piazza San Marco.
Le cinque preziose legature bizantine oggi conservate presso la Biblioteca Nazionale Marciana appartenevano un tempo, prima della caduta della Repubblica veneziana, al Tesoro della basilica ducale di San Marco. Particolarmente importanti, esse costituiscono una sorta di repertorio storico dei manufatti artistici bizantini, condotto per esempi di grande qualità: dalla più antica legatura, risalente all'età macedone, si giunge sino alla varietà dell'arte paleologa. Vi si può seguire inoltre il diversificarsi delle tecniche degli smalti e dello sbalzo dal nono secolo sino almeno al chiudersi del Trecento, quando l'iconografia si arricchì in mutevoli variazioni di soggetti e motivi decorativi.
Le prime tre, le più antiche, furono adattate verso la metà del Trecento, come avvenne per la Pala d'oro e per gli ulteriori interventi attuati nella Cappella ducale al tempo del doge Andrea Dandolo, affinché potessero essere utilizzate sull'altare di San Marco nelle celebrazioni più solenni.
Le due legature preziose ulteriori, di età paleologa, al centro dei cui piatti si ripetono la Staurosis (Crocifissione) e l'Anastasis (Resurrezione, ossia la Discesa di Cristo agli Inferi), contenevano due Evangelistari greci ad uso costantinopolitano, estranei all'uso marciano.