Anno 51 N°162
Venezia, 4 ottobre 2013
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04/10/2013
RELAZIONE SUL TEMA “GRANDI NAVI IN LAGUNA”

Ieri in Provincia di Venezia a Ca’ Corner si è riunita la sesta commissione (Lavoro, attività produttive) presieduta dal consigliere Roberto Dal Cin che ha affrontato il tema attualissimo della “Grandi Navi”. Ha partecipato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa.

Il consigliere Dal Cin ha commentato: «Stiamo valutando le diverse prospettive sul tema “Grandi navi” sia dal punto di vista turistico sia lavorativo. Non si può perdere un’eccellenza come la Marittima, realtà invidiataci in tutta Europa con circa 5 mila persone occupate, soprattutto in questo particolare momento. Bisogna però al contempo anche tutelare la laguna e il suo eco sistema».

Il consigliere Pietro Bortoluzzi ha dichiarato: «Ho apprezzato la relazione del presidente Costa. Ho voluto sottolineare che sulla Marittima c’è una scelta politica presa nel recente passato, quando sindaco era Paolo Costa e assessore al patrimonio Giorgio Orsoni, per cui oggi sono sorpreso di assistere a polemiche così poco motivate. Il vero problema è mantenere un’economia fiorente che gira attorno alla Marittima, oppure si vuole rinunciare al comparto crocieristico che potrebbe trasferirsi a Trieste o Capodistria? Su questi punti bisogna al più presto individuare il modo meno impattante per garantire la crocieristica in Marittima e per tutelare la laguna di Venezia, essendo ben consci del fatto che la laguna stessa è destinata ad essere interrata o a diventare un braccio di mare, e solo con gli interventi dell’uomo è possibile mantenerla favorendo le biodiversità e il paesaggio. Sarà fondamentale, comunque, avere una visione strategica anche nell’ipotesi della realizzazione del porto off-shore». 

Il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa ha sostenuto: «Oggi dobbiamo passare dalla raccolta delle opinioni di tutti ad incardinare le valutazioni in un procedimento che porti chi di competenza (Autorità Marittima) ad una decisione definitiva. Intendo presentare alla Commissione la soluzione che Autorità Marittima, Autorità Portuale e Magistrato alle Acque, hanno individuato in osservanza al Decreto Clini Passera del 2 marzo 2012.

È importante ricordare che tale decreto richiede esplicitamente che venga identificata una via d’acqua alternativa, e non un nuovo sito, per far arrivare le crociere in Marittima senza passare più attraverso il bacino di San Marco. Qualunque proposta di individuazione di un sito alternativo per la crocieristica in ambito portuale rientrerebbe in un procedimento diverso, ovvero la revisione del Piano Regolatore Portuale che nulla ha a che vedere con l’individuazione di una via d’acqua alternativa. Pertanto, la proposta che abbiamo studiato ed inviato al Ministero (già dallo scorso 8 marzo 2012), propone far entrare le navi dalla bocca di porto di Malamocco, di percorrere un breve tratto del canale Malamocco Marghera (senza quindi interferire con il traffico commerciale) e di giungere in Marittima attraverso il Canale Contorta-S.Angelo (canale che è da scavare e adeguare).

Marittima è, e deve restare, un punto di fisso di riferimento per la crocieristica per 2 motivi: il primo perché l'eccellenza crocieristica veneziana (e i suoi risvolti positivi economici e sociali) è legata – oltre che all’attrattiva della città di Venezia– all’eccellente accessibilità nautica, dei passeggeri (grazie alla connessione veloce con l'aeroporto) e delle merci per i rifornimenti. Si tratta di eccellenze non ripetibili contemporaneamente in nessun altro luogo. Il secondo, perché l’individuazione di siti alternativi comporterebbe oggi l’occupazione di aree al momento non disponibili né funzionali».

 

Dall’intervento del presidente Costa, è inoltre emerso che la soluzione dell’escavo del canale Contorta Sant’Angelo permette di raggiungere due obiettivi principali: evitare la commistione merci-passeggeri nociva ad entrambi i traffici per motivi di sicurezza e senza mettere a rischio il comparto produttivo di Marghera; realizzare contestualmente un recupero morfologico della laguna sud considerando l’intervento quale estensione di quelli già da lungo tempo previsti dal piano morfologico della laguna che il Magistrato alle Acque ha già previsto. È fondamentale per l’autorità fondamentale che si incardini la procedura di individuazione della soluzione definitiva in un iter chiaro di realizzazione del progetto. Tale iter dovrebbe prevedere il confronto con le altre vie d’acqua alternative ad oggi – ovvero il canale retro-Giudecca e del canale Vittorio Emanuele. Tra queste si deve individuare la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista (ambientali e tecnico-operativi).

 

Questo percorso, ha sostenuto nella sua relazione Costa “avrà tre riflessi positivi: dare certezza dei temi e comunicare al mondo che si è risolto il problema, comunicare all'economia che Marghera prosegue nel suo sviluppo virtuoso (senza mettere a rischio gli investimenti programmato o nuovi sull’area), comunicare all’industria crocieristica, che, al netto di eventuali soluzioni temporanee, potranno continuare a fare base su Marittima (il terminal più avanzato ed efficiente del Mediterraneo Orientale)”.

 

Per quanto riguarda l’identificazione di alcune le soluzioni transitorie, l’Autorità Portale sposterà a Fusina nel nuovo terminal (operativo dal 2014) tutti i traghetti (circa un terzo dei passaggi su S.Marco verranno così eliminati) e immagina di poter applicare un numero chiuso capace di contenere il numero delle navi in arrivo e chiedendo il mondo della crocieristica di arrivare a Venezia con navi più piccole. Nel 2013 sono transitate tra San Marco e l’isola Giudecca 623 navi da crociera così suddivise: 110 navi fluviali, 96 di transito, 417 navi da home port.