Anno 51 N°77
Venezia, 6 maggio 2013
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06/05/2013
ARRESTATO SULL’AUTOBUS

 

Nel tardo pomeriggio di ieri personale della Polizia di Stato in forza alla Squadra Volanti della Questura di Venezia è intervenuto a Mestre in via Montegrotto, in seguito alla richiesta di una donna alla quale avevano strappato dal collo una collana.

La vittima, F.L. del ‘45, stava rincasando quando notava un giovane poco distante dall’ingresso del condominio in cui abita, apparentemente intento a conversare al telefono. Aperto il portone e fatto ingresso nell’androne, però, il malvivente la raggiungeva e la aggrediva.

Dopo averla colpita con una gomitata sul braccio sinistro, l’avrebbe tenuta premuta contro il muro strappandole con violenza le due collane d’oro, riuscendo però ad impossessarsi solo della collana più grossa poiché la più piccola sarebbe rimasta impigliata nei vestiti della vittima.

Le urla della donna attiravano però l’attenzione del figlio di quest’ultima, il quale contattava il 113 e si poneva all’inseguimento del rapinatore.

Nonostante la pura e le percosse, la vittima era riuscita a vedere bene in volto il proprio aggressore e non solo ne forniva un preciso identikit, ma indicava altresì la via di fuga scelta dal rapinatore: quest’ultimo, infatti, forse convinto di riuscire a dileguarsi confondendosi tra la folla dei passeggeri, era salito al volo sull’autobus di linea n. 2.

Grazie alla descrizione ed all’indicazione del mezzo gli agenti si ponevano all’inseguimento dell’autobus preso dal fuggitivo, riuscendo dopo pochi istanti ad intercettarlo e fermarlo.

Una volta saliti, grazie anche alle ulteriori informazioni fornite dal figlio della donna, gli Agenti individuavano il sospettato e procedevano ad un primo immediato controllo che dava esito ampiamente positivo.

Il giovane fermato, K.M. cittadino marocchino del 1992, nato a Dolo e residente a Martellago, teneva nella tasca interna della giacca una collana d’oro della lunghezza di circa 50 cm., monile che si presentava con una maglia spezzata, tale da far ritenere che la rottura fosse stata causata da uno strappo violento e che, quindi, quella collana fosse proprio quella violentemente sottratta pochi minuti prima alla vittima.

La conferma giungeva poco dopo, quando la Sig.ra F.L. riconosceva nel ragazzo fermato, visto salire sulla volante, il proprio aggressore e nell’oggetto mostratole la propria catenina che le veniva, pertanto, restituita dai poliziotti.

Sono in corso accertamenti per verificare se si sia trattato di un episodio isolato o se il giovane abbia al proprio attivo altri episodi simili.